Box "Contro la guerra"

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Alle voci di coloro che conoscono il solo linguaggio della armi, contrapponiamo tre testi che raccontano di disertori, pacifisti, di rifiuto per la guerra.

***DIARIO DI UN DISERTORE
"In chiesa, nella scuola, nella famiglia, nel foro, dappertutto si è ripetuto che uccidere, incendiare, distruggere, rapinare è delittuoso; dovunque si sono eretti patiboli, galere e codici di moralità contro i delinquenti. Ora, ecco che a noi si ordina di uccidere. Ed ecco, io che rimango fedele alle loro predicazioni, ai loro codici, alle loro leggi, sono considerato un «delinquente»."

Abbiamo deciso di ridare alle stampe un libro uscito per la prima volta dopo la fine della Grande guerra. L’autore Bruno Misefari - del quale abbiamo anche parlato qui in pagina e su Cronache Ribelli vol. 3 - è stato un filosofo, poeta e ingegnere anarchico italiano, nato in Calabria nel 1892. "Diario di un disertore" è in parte una storia autobiografica, scritta mediante un espediente narrativo (un diario che dal campo di battaglia viene spedito a Misefari per essere pubblicato): una storia di diserzione, di orrore, di sconcerto per la guerra e per l'ipocrisia di governanti e mercanti di morte che si arricchiscono mentre mandano a morire la povera gente.

Un’esperienza di vita dalla quale si deduce come bisogni essere disposti a qualsiasi sacrificio per combattere, e magari vincere, il mostro degli interessi che alimentano la guerra.
Questa edizione arricchita da un’impostazione grafica consona al nostro stile e da una copertina che ci proietta nel mezzo dello scontro tra la guerra e l'umanità.

***LA RIVOLUZIONE NON VIOLENTA
Dopo il successo della prima edizione del 1998 (in breve tempo esaurita), che ha contribuito alla riscoperta della ricchezza e dell'attualità della, "persuasione nonviolenta" di Aldo Capitini, viene ora proposta una nuova edizione, riveduta e aggiornata. Aldo Capitini è stato indiscutibilmente il primo nel mondo occidentale a comprendere a pieno il potere della verità di Gandhi (il Satyagraha), diventandone il principale fautore in Italia fin dagli anni dell'opposizione alla dittatura fascista. Costruito come una biografia intellettuale, dove gli avvenimenti della storia vengono analizzati di pari passo allo sviluppo delle idee, il libro di Rocco Altieri, scritto con profonda empatia dell'autore verso il fondatore della nonviolenza italiana, offre una chiave di lettura sociologica che colloca Capitini come massimo precursore del pensiero alternativo e antisistemico (ecologista, pacifista, antimilitarista, terzomondista), portando avanti una critica dei modelli di sviluppo dominanti e del complesso militare-industriale che Capitini per primo presagì andare verso la globalizzazione, indicando nella nonviolenza una via d'uscita costruttiva alla crisi della civiltà moderna.

***DISSENTO DUNQUE SONO
L’autodeterminazione e il dissenso sono forze della società democraticamente matura. Hanno preso forma nell’obiezione di coscienza e nella disobbedienza civile, con diversi esiti, spesso contradditori e alternativi – tra nobiltà e miseria, tra moralità e immoralità, tra diritti e doveri – nei vari campi, dal passato remoto al presente storico, dagli anni Settanta a oggi. Divorzio, servizio militare, sperimentazione sugli animali, interruzione volontaria della gravidanza, fecondazione medicalmente assistita, testamento biologico, vaccinazioni obbligatorie, politiche migratorie, consumo di droghe, ludopatia, ecc. Questi dieci temi concreti sono analizzati sotto diversi aspetti, teorico e pratico, normativo e politico, religioso e laico, facendo derivare dall’approccio descrittivo quello valutativo che riconosce ed esalta la forza nobile del dissenso non violento. Un laboratorio culturale e sociale per costruire innovative pratiche di uguaglianza, capaci di porre rimedio alla disumanizzazione della società. È anche su questo che si misura oggi il livello di civiltà di un paese, cioè sulla sua capacità di valorizzare il “pericolo” delle persone che obiettano, dissentono e disobbediscono per passione civile, coniugando pensiero critico e azione trasformatrice nella società che stiamo faticosamente costruendo in una prospettiva di consolidamento della democrazia sociale.