Box "Anarchiche e anarchici nella rivoluzione russa"

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Dapprima convinti sostenitori della rivoluzione che aveva deposto gli Zar, gli anarchici ben presto finirono nel mirino della nuova burocrazia sovietica. 

***UN SOGNO INFRANTO
Emma Goldman tra il 1917 e il 1918 scrisse articoli e tenne conferenze in diverse città degli Stati Uniti per far conoscere e propagandare quella che, in quel momento, riteneva fosse la verità sul bolscevismo e il suo ruolo nella rivoluzione.
Nel gennaio del 1920, espulsa dagli USA, volle raggiungere la Russia, la terra della rivoluzione sociale. Nei due anni trascorsi nel paese, a contatto con la vita quotidiana del popolo lavoratore, ebbe però modo di modificare profondamente la sua opinione: di ciò per cui la popolazione russa aveva lottato tra febbraio e ottobre 1917 – eguaglianza, giustizia sociale, autodeterminazione, libertà, potere ai soviet - non c'era traccia, se non nella propaganda del governo bolscevico.
Il sogno si era trasformato in un orribile incubo.
In questo libro sono raccolti alcuni dei testi - di cui alcuni inediti - che Emma

***LE MAGNIFICHE RIBELLI
Senza alcun dubbio, le donne sono state protagoniste cruciali degli eventi rivoluzionari che hanno scosso la Russia nel quinquennio 1917-1921. Ma al di là di questa partecipazione collettiva, spiccano nella turbolenta storia di quegli anni alcune figure femminili che con la rivoluzione nel cuore si sono gettate nella mischia, pronte a mettere in gioco la vita e gli affetti pur di realizzare quel dirompente ideale di emancipazione sociale che le animava. Ma questa esplosiva passione rivoluzionaria (talvolta in senso letterale) non ha mai offuscato la loro lucidità critica ed etica, che nell'immediatezza degli eventi ha reso loro evidente quello che tanta parte della sinistra mondiale riconoscerà solo molti decenni dopo, ovvero la tragica deriva autoritaria impressa alla rivoluzione dai bolscevichi. Ed è proprio attraverso le loro parole, affidate alle memorie scritte in esilio, alle rare carte processuali, agli appelli politici vanificati dal mito sovietico, che vengono ricostruite le storie di queste «magnifiche ribelli» – da Emma Goldman a Ida Mett, da Mollie Steimer a Marija Spiridonova, da Marusja Nikiforova a Fanja Baron – e della loro indomabile voglia di giustizia e libertà.

***GLI ANARCHICI NELLA RIVOLUZIONE RUSSA
Il testo raccoglie una decina di contributi scritti in occasione del centenario della rivoluzione russa a partire da un’esigenza sentita come importante dagli autori: offrire un’analisi storiografica su uno snodo centrale per la storia del Novecento e per l’identità del movimento operaio, mettendo in evidenza natura e caratteristiche della critica anarchica al bolscevismo. Emerge così, nella sua ricchezza e perspicacia, la visione libertaria degli eventi russi, ovvero il tentativo di far sopravvivere la rivoluzione al bolscevismo, o meglio di far vivere la rivoluzione facendo a meno dei due pilastri su cui poggia il bolscevismo: il partito e la polizia segreta. Nel fare ciò gli anarchici provano anche a mettere in moto processi, seppur frammentari, di autogoverno popolare, appoggiando i soviet più radicali, come quello di Kronštadt, o l’autogestione delle campagne, come nelle zone influenzate dal machnovismo.