Box "Errico Malatesta"

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Un box per approfondire la figura di Errico Malatesta, tra i più famosi esponenti del mondo anarchico italiano di inizio Novecento. 

***NON HO BISOGNO DI STARE TRANQUILLO
"Nel pensiero libertario c'è una costante assurda, quasi una condanna:
si perde avendo ragione; si continua a perdere e si continua ad avere ragione. Si vive di schiaffi in faccia e omaggi postumi"


Roma, quartiere Trionfale, via Andrea Doria. È il 10 novembre del 1931. Costretto ai domiciliari – una bombola di ossigeno accanto al letto e due poliziotti sul pianerottolo – un vecchio ripensa, senza nostalgie e senza rimpianti, a una straordinaria esistenza di complotti, fughe, scioperi e insurrezioni. E i ricordi si fanno teatro della memoria, arma politica. Nell'arco di una giornata scandita dal battito di una pendola bugiarda, l'uomo acclamato come il «Lenin d'Italia» rivede l'intera sua vita e ancora se ne stupisce: i giorni della Banda del Matese e le carceri del regno, l'esilio a Londra e l'avventura in Argentina, il ritorno da clandestino e le occupazioni del «biennio rosso». Sessant'anni di anarchia, rivolte, rivoluzioni, si intrecciano con la storia d'Italia e con le battaglie del movimento operaio in tutto il mondo. Stremato dalla vecchiaia, e dai fascisti, il vecchio ricorda e resta sereno. Non ha mai vinto, ma non si sente sconfitto. E non ha voglia di stare tranquillo.

***ERRICO MALATESTA - UN ANARCHICO NELLA ROMA LIBERALE
Quella dell’anarchico Errico Malatesta è stata una delle figure di maggiore complessità nella storia del movimento operaio italiano. Particolarmente ricca e articolata è stata la sua relazione con la peculiare realtà politica e sociale della Roma di fine Ottocento e di inizio Novecento, iniziata fin dalle sue prime esperienze primointernazionaliste e conclusasi negli anni della piena affermazione del fascismo.
Per tutto l’arco della sua vita intellettuale e militante, l’Urbe ha infatti rappresentato un luogo di tessitura di una solida rete relazionale, ma anche un ambito di impegno militante e di sperimentazione rivoluzionaria nonché di generalizzazione teorica. I saggi qui raccolti, frutto del Convegno organizzato dall’Associazione d’idee “I Refrattari”, Errico Malatesta. Un rivoluzionario a Roma (maggio 2016), affrontano i diversi temi e momenti che caratterizzarono il lungo rapporto instaurato da Malatesta con la capitale del regno liberale e, successivamente, del fascismo. L’approccio alla modernità industriale, la tessitura delle reti informali dell’anarchismo, la concezione della violenza politica, la prima iniziativa antifascista degli Arditi del popolo, le sue considerazioni sull’avvento del regime mussoliniano e la pubblicazione della rivista «Pensiero e Volontà», la sua ultima fatica teorica, proprio a Roma trovano un loro fondamento peculiare, finora così poco indagato dalla storiografia.


***VERSO L'ANARCHIA - MALATESTA IN AMERICA 1899-1900
Relegato a domicilio coatto dopo i moti del pane del 1898, nell'aprile 1899 Malatesta evade. Dopo una breve permanenza a Londra, intraprende in agosto un soggiorno di otto mesi negli Stati Uniti, dove assume la direzione della Questione Sociale di Paterson, voce superstite dell'anarchismo italiano nel mondo. La lezione dell'esperienza induce Malatesta a operare in questo periodo una radicale svolta tattica, propugnando un'alleanza tra i partiti rivoluzionari per un'insurrezione che rovesci la monarchia sabauda, "l'ostacolo che impedisce qualsiasi progresso". Al tempo stesso egli chiarisce che "non si tratta di fare l'anarchia oggi, o domani o tra dieci secoli; ma di
camminare verso l'anarchia oggi, domani e sempre". Coniugando coerenza teorica e pragmatismo, Malatesta getta così le basi feconde di una originale visione gradualista dell'anarchismo. Dalle colonne della Questione Sociale egli affronta inoltre una quantità di altri temi: il programma anarchico, l'organizzazione, l'involuzione borghese del socialismo, la libertà come metodo, il problema dell'amore, il diritto di giudicare. Attraverso articoli sulla realtà americana, interviste e resoconti inediti di conferenze in francese e spagnolo, fra cui quelle tenute a Cuba nel marzo 1900, questo volume testimonia infine la dimensione transnazionale dell'attività di Malatesta, la sua ampiezza di vedute e di esperienze, e il suo ruolo di spicco nei movimenti operai e anarchici sull'una e l'altra sponda dell'oceano Atlantico.