Box "Nativi"

54,00
46,00
-15%
Quantità:
Prodotto aggiunto al carrello. Vai al carrello
È stata raggiunta la quantità massima acquistabile per questo prodotto Vai al carrello

SKU boxnativi
Spese di spedizione: gratis
Consegna prevista entro Martedì 16/08

L'arrivo degli europei nelle Americhe sconvolge in maniera definitiva la storia delle popolazioni che abitano quei continenti. Ricordiamo tre storie, due che riguardano i nativi nordamericani e la loro resistenza all'espansione statunitense, un'altra che arriva dall'America del Sud e dal popolo Mapuche.

***GERONIMO

Nel 1906 Stephen Barrett, sovrintendente scolastico in Arizona, incontrò il vecchio capo indiano Geronimo, confinato nella riserva indiana di Fort Sill.

Mosso dalle migliori intenzioni, Barrett chiese a Geronimo di raccontargli la sua vita, allo scopo di far conoscere al mondo la storia delle guerre indiane dal punto di vista dei nativi americani.

Geronimo acconsentì e i due si sedettero a gambe incrociate, l’uno raccontando una vita avventurosa, densa di eventi epocali e contrassegnata da battaglie e azioni ardimentose, l’altro riportando fedelmente le parole dell’indiano e successivamente perorando la causa della pubblicazione del volume presso il Presidente degli Stati Uniti, Roosevelt.

Geronimo, l’uomo che aveva tenuto in scacco per decenni gli eserciti combinati del Messico e degli Stati Uniti, adottando una tecnica di guerriglia che ispirò nel Novecento rivoluzionari di tutte le latitudini, il capo indiano Apache al cui fischio «i cavalli accorrevano come posseduti», narra qui la sua giovinezza in una terra fertile e generosa; la sua maturità mentre le guerre indiane si profilavano all’orizzonte in tutta la loro durezza; e la sua vecchiaia, da prigioniero di guerra, ostaggio di uomini bianchi incapaci di comprendere il grande dolore della sconfitta di un popolo.

***L'UOMO CHE COMBATTE' IL GENERALE CUSTER
All’alba del 25 giugno del 1876 mille e seicento nativi americani, guidati da Toro Seduto, inflissero all’esercito statunitense la sua più cocente sconfitta, annientando il Settimo Cavalleggeri, incautamente spinto all’attacco dal generale Custer. Tra i protagonisti di quella giornata anche un giovane Cheyenne di nome Wooden Leg che, quarant’anni più tardi, racconterà l’evento a Thomas B. Marquis, medico ed etnografo. Ma quello che doveva essere l’unico resoconto «dal vivo» della sanguinosa battaglia divenne un documento considerato inestimabile dagli storici, una delle poche testimonianze attendibili di come fosse la vita degli Indiani delle Pianure prima dell’arrivo degli invasori Bianchi e di come – nel giro di pochi decenni – la loro società si sia trasformata radicalmente. Wooden Leg racconta così della sua adolescenza, della vita nomade della sua tribù, dei riti di passaggio all’età adulta, dell’amore, della spiritualità, delle leggi e delle usanze che fin troppe volte sono state vittima di appropriazione culturale da parte dei Bianchi.

***LA LINGUA DELLA TERRA
La lunga storia della lotta di resistenza dei Mapuche, indigeni sudamericani oggetto di una politica segregazionista e repressiva da parte dei governi cileni e argentini. Il Popolo della Terra (traduzione letterale di Mapuche) è stato deportato in riserve, ridotto alla fame e alla marginalità sociale dalle logiche statali e dall’avidità dei proprietari terrieri e delle multinazionali (emblematico il conflitto con il gruppo Benetton). Con una scrittura chiara e appassionata, Leslie Ray ci racconta le tradizioni e l’identità culturale di un popolo “senza confini”che ha subìto pesanti discriminazioni razziali negli ultimi due secoli. Quando l’autore incontrò per la prima volta le organizzazioni mapuche, era un winka, un “invasore”, una persona di cui diffidare. Ora, dopo anni di esperienze condivise, è considerato un peñi, un “fratello”. Forte di queste premesse, il libro narra l’avvincente e sofferta storia dei Mapuche, finalmente dal loro punto di vista.