Box "Guerriglia"

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Storie di guerra e guerriglia, storie di donne in armi, storia di vittorie e sconfitte spesso annunciate. Abbiamo raccolto tre libri che ci raccontano di scelte spesso obbligate, sicuramente difficili, con uno sguardo a donne e guerriglieri di tutto il mondo.

***NON PER ODIO MA PER AMORE
 

«Le storie ricordate nel libro, nella loro diversità, fanno parte di quell’unico canto corale di chi nel mondo si batte per una società più giusta. E che per amore combatte. Per la rivoluzione, per la libertà. Un amore che vola ancora più alto di quello per un altro essere umano.  Per questo amore le donne narrate nel libro hanno perso la vita»

«“Non per odio ma per amore” è un libro passionale. Le parole schizzano dalle pagine rivelando così l’urgenza delle due autrici di raccontare queste vicende, di condividere con i lettori la ricostruzione dei fatti, di rivivere i legami di amicizia e di affetto che le hanno unite ad alcune di loro. Di comprendere attraverso le loro storie i movimenti che hanno attraversato e, in qualche modo, segnato la vita politica della nostra gioventù. Leggere questo volume ci ricorda che in tempi non lontani abbiamo vissuto «situazioni in cui ai più puri tutto appare in bianco e nero».

Questa certezza, questa mancanza di dubbi, questa assenza di relativismo è una qualità che contraddistingue un combattente.
Una valutazione che questi racconti vogliono amplificare, creando una tela composta da molti elementi: una prolungata militanza politica, l’identificazione con il processo rivoluzionario, la necessità di esprimere in prima persona l’opposizione a regimi totalitari.

E infine, trattandosi di donne, la necessità di partecipare al di là di ogni limite imposto dal proprio genere» 

***Fuoco dalla montagna

Romanzo autobiografico e di formazione Fuoco dalla Montagna racconta in prima persona il fervore rivoluzionario di un’epoca irripetibile.
Tradotto in più di venti lingue è considerato ormai un grande classico della letteratura rivoluzionaria latinoamericana. Ripercorre gli anni della formazione di Omar Cabezas da studente attivista del FSLN, del FER, a guerrigliero in lotta contro la dittatura di Somoza, introducendoci nella realtà sociale nicaraguense e in particolare di Leòn, fino al periodo della clandestinità vissuta in montagna. Una scelta senza ritorno che ha portato Cabezas e i suoi compagni ad affrontare prove durissime e grandi sacrifici: la lontananza dalla famiglia, la fame, le torture, l’isolamento, prove fisiche stremanti, un inquadramento militare rigoroso ma soprattutto, come racconta l’autore stesso, la solitudine.
Un racconto in presa diretta di anni di impegno politico paziente e meticoloso, anni di clandestinità, di speranze, di rabbia soffocata e di piccole vittorie; anni di lotta nelle città, nei campi e in montagna; anni che sono stati determinanti per la fine del regime di Anastasio Somoza Debayle e la vittoria del FSLN nel luglio 1979.
Un testo che è diventato un punto di riferimento non solo in Nicaragua ma in tutta l’America Latina come testimonianza di lotta per la Liberazione.
Scritto con uno stile che richiama il linguaggio popolare con forti contaminazioni dialettali e tradotto per la prima volta in Italia, è un romanzo che aldilà dei riferimenti storici ben precisi, ha un indubbio valore artistico, come testimoniano la prestigiosa vittoria del premio “Casa de las Américas” per la letteratura e la versione cinematografica che ne è stata tratta negli anni novanta.

 

***DONNE OLTRE LE ARMI

Avevo voglia di parlare delle donne della mia generazione. Donne nate nel Novecento che hanno vissuto la loro epoca e che perciò si sono dovute misurare con regimi dittatoriali di destra e di sinistra, insieme ad altre che hanno cercato la loro libertà e quella di tutti anche con le armi, ma che delle armi non hanno fatto un feticcio. Alcune sono mie amiche, altre le ho appena sfiorate ma tutte sono, in vario modo, legate alla mia vita; per questo la storia dei nostri incontri accompagna le storie che le altre mi raccontano con gli occhi di oggi e le parole di ieri.”
Da qualche anno il tema del rapporto tra donne e miltanza nei gruppi armati è diventato centrale nella memorialistica della storia politica novecentesca. Rispetto ad altri libri apparentemente simili, Rosella Simone affronta il tema con uno sguardo interno e utilizzando lo strumento dell’incontro, finendo per tracciare tredici storie autobiografiche che vanno oltre il racconto dell’impegno politico e diventano un affresco di un’epoca di emancipazione femminile.
Senza eroismi, ma con risolutezza, tredici donne raccontano la loro vita da epoche e angoli diversi del mondo, rivendicando il diritto a una biografia degli sconfitti: Enza Siccardi (anarchica), Petra Krause (internazionalista), Susanna Ronconi (Prima linea), Nadia Ponti (Brigate rosse), Franca Salerno (Nuclei armati proletari), Emanuela Bertoli (Autonomia operaia), Sylvia Ruth Torres (Frente sandinista, Nicaragua), Maria Delia Cornejo (Frente Farbundo Martì, El Salvador), Marisa e Aitana (Frap, Spagna), Diana Chuli (scrittrice albanese che a vissuto la dittatura di Enver Hoxha), Clara Queroz (in Portogallo sotto la dittatura fascista di Salazar). E infine c’è Nesrin Abdullah, combattente kurda in Rojava.