Box "Stragi di stato"

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La stagione delle stragi segna un momento fondamentale della storia italiana, un momento in cui il mantenimento dell'ordine costituito andava mantenuto a tutti i costi, anche con il sangue degli innocenti. 

***LA MORTE A BRESCIA

Era il 28 maggio del 1974.  A Bresciapiazza della Loggia era piena.

I sindacati e la città del movimento operaio e democratico era scesa in strada per manifestare contro il terrorismo fascista che, in quegli anni, aveva già insanguinato l’Italia stendendo un velo oscuro di morte e di omertà su numerosi attentati.

Ma quella mattina, a Brescia, l’eversione nera voleva colpire ancora.

Fu uno scoppio fortissimo quello che devastò la piazza, uccidendo otto persone e ferendone oltre cento.

Tutto nacque da una bomba nascosta in un cestino di rifiuti, ma l’indagine su quanto accaduto fu immediatamente resa faticosa dall’allucinante decisione di lavare il sangue dalla piazza con potenti getti d’acqua, rendendo impossibile compiere i normali rilievi.

***PIAZZA FONTANA - NOI SAPEVAMO
Cosa accadde veramente in piazza Fontana alle 16.37 di quel 12 dicembre 1969? Per quale motivo i servizi segreti intervennero per depistare le indagini? Chi furono i responsabili di questa e delle molte altre stragi che si susseguirono in una micidiale escalation di violenza a cavallo tra la fine degli anni Sessanta e dei Settanta? Perché lo Stato, pur sapendo, non reagì? Dopo oltre 35 anni di latitanza sudafricana, l’ex generale del S.I.D. (Servizio Informazioni Difesa) Gian Adelio Maletti, unico condannato in via definitiva nei processi per la strage di piazza Fontana, accetta finalmente di raccontare la sua verità ai giornalisti Andrea Sceresini, Maria Elena Scandaliato e Nicola Palma. Superata la soglia dei novant’anni, Maletti rende noti per la prima volta nomi e cognomi di mandanti ed esecutori, complici e conniventi, sfogliando le pagine più oscure di un album di ricordi che attraversa un’intera, tragica stagione della storia italiana. I sette chili di tritolo alla Banca Nazionale dell’Agricoltura in piazza Fontana, la bomba nel cestino di piazza della Loggia, i quattro colpi di pistola con cui venne freddato Mino Pecorelli, si intrecciano alle trame della Loggia P2, alla storia di Ordine Nuovo e dell’Avanguardia Nazionale.
“Io so i loro nomi”, afferma Maletti in un passaggio dell’intervista. L’indagine dei tre giornalisti riapre gli archivi del generale e uno spiraglio di verità lontano dalle versioni ufficiali.

***DOPO LE BOMBE
Tre generazioni di storici concentrano anni di studio sulla strage di piazza Fontana in un volume corale, accostando le nuove linee di ricerca sul tema a un documentato inquadramento degli eventi. A partire dall’analisi di come oggi la strategia della tensione è studiata nelle aule di scuola e dallo sguardo dei mass media stranieri e italiani, gli autori provano a capire, cinquant’anni dopo le bombe, cosa rimane della strage di piazza Fontana e della strategia della tensione e come raccontare questa complessa fase della storia italiana ed europea, fornendo possibili nuovi strumenti di studio.
Questo, anche se non sembra, è un libro di storia del tempo presente. Non perché non ci sia ancora tanto da dire e da indagare sulla vicenda, ma perché è sempre più urgente porre l’attenzione della storiografi a su come quegli eventi e quel periodo sono visti oggi. Smascherare l’origine di alcune storture attuali dell’immaginario collettivo è necessario per aiutare tutti, soprattutto i giovani, a comprendere che questa storia continua a essere la loro e la nostra storia e per correggere fi nalmente la rotta dell’attuale disgregazione politico-culturale.

Il libro è un omaggio alla memoria civile di chi ha resistito a depistaggi e disinformazione, mantenendo ferma una posizione di verità e giustizia anche negli anni successivi alle stragi e ai tentati golpe. Da qui dobbiamo partire per riempire un vuoto grave nella memoria pubblica della guerra fredda e per ricostruire quella degli anni ’60 e ’70 in Italia.