Box "Colonialismo italiano" (include spedizione gratuita)

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Dietro il mito di "italiani brava gente" vi è la realtà di un impero coloniale che, se non era esteso come i corrispettivi britannici e francesi, era altrettanto brutle, e dove il razzismo sistemico e la violenza hanno lasciato segni ancora oggi tangibili.

***L'IMPERO NEL CASSETTO
Gli autori di questo libro affrontano in modo nuovo il nodo di una memoria coloniale italiana spesso rimossa e ancora poco esplorata. Prima di tutto, lavorando al recupero di una fonte trascurata come quella che giace, nascosta e destinata all’oblio, nelle case dei privati: una memoria soprattutto fotografica. Poi, credendo che sia arrivato il momento di andare oltre le storie nazionali per analizzare un passato comune fra aggressori e aggrediti. Un passato che può e forse deve essere affrontato insieme, come dimostrano i saggi, qui pubblicati, degli storici dell’Università di Addis Abeba. Infine, proponendo che le tracce mnemoniche del passato coloniale, pubbliche e private, siano “restituite e condivise” attraverso la digitalizzazione che permette di creare copie conformi agli originali. Con l’obiettivo di costruire uno spazio fisico e/o virtuale dove la memoria coloniale sia a disposizione di tutti.

***QUEL CHE RESTA DELL'IMPERO
Il “posto al sole” ha tracciato solchi profondi nella mente degli italiani. L’occupazione delle colonie e la costruzione dell’impero sono stati resi possibili dalla diffusione di un mito che ha conquistato l’immaginario e la cultura di un popolo, e ne ha influenzato l’agire. Quel che resta dell’impero approfondisce tutti gli aspetti di questa costruzione. La propaganda, sicuramente, l’educazione scolastica, ma anche il violento contributo di una scienza asservita alla bugia dell’invenzione delle razze, dell’assurda gerarchia tra uomini, segnata dal sangue e dalla nascita. Come gli italiani, brava gente, abbiano potuto credere a tutto ciò, non è forse più un mistero così fitto. Questo libro, mettendo in evidenza come i caratteri della mentalità coloniale penetrino in profondità nella società e vi permangano nonostante la fine del colonialismo, è un contributo essenziale per dipanarlo.

*SUDDITI DI LIBIA
Cosa scrissero e pensarono gli italiani a proposito dei libici al tempo delle colonie? L’immagine di un suddito arretrato ed “incivile” fu frequente, funzionale a dare legittimazione al dominio coloniale e nobilitare la sua presenza “civilizzatrice”. Ma al tempo stesso la percezione italiana dei libici si trasformò nello spazio e nel tempo, anche a seguito di quanto avvenne nel frattempo nella madrepatria e nella colonia.
La propaganda fu sempre un prezioso strumento della politica coloniale, e ogni colonialismo si è accompagnato ad una grande diffusione di razzismo e di pregiudizi. Ma quale relazione vi fu fra gli stereotipi e la politica coloniale? Furono i primi ad indirizzare la seconda o, al contrario, fu il potere italiano a manipolare l’immagine stereotipata dei sudditi coloniali?
Questo ampio e documentato studio fornisce una risposta, facendo emergere la coesistenza di entrambi i fenomeni, lungo tutto il trentennio dell’Italia liberale e fascista, sulla Quarta Sponda.