Box "Antifa"

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La lotta antifascista prima, durante e dopo l'apice del nazifascismo in Europa. Questo box ricorda chi ha combattuto contro il fascismo in tutti i contesti, pagando anche con la vita il proprio attivismo.

***LA BATTAGLIA DI CABLE STREET

Il fascismo non fu – e non è – altro che una risposta con la quale il capitalismo affronta le ristrutturazioni imposte dalle crisi a cui è periodicamente soggetto, è dimostrato da un contesto come quello britannico e dalla spettacolare affermazione che, anche in terra d’Albione, ebbe una formazione come la British Union of Fascists di sir Oswald Mosley, seriamente intenzionata a imporre a Londra lo stesso regime razzista, totalitario e corporativo già in vigore a Roma e a Berlino.

Sostenute da importanti organi di informazione, coperte dall’ambiente conservatore e finanziate da ricchi industriali oltre che dallo stesso partito di Mussolini, le camice nere di Mosley imperversarono nell’Inghilterra degli anni Trenta senza trovare in alcun ambito istituzionale o legale un vero argine contro le loro azioni.

La sorte dei fascisti britannici, al contrario, venne sconvolta dal basso e, in modo particolare, grazie a una decisiva azione di piazza.

Correva il 4 ottobre del 1936, infatti, quando una corale azione di popolo attaccò le camice nere di Mosley nel corso di una manifestazione organizzata a Cable Street, sbaragliando i fascisti insieme alle forze dell’ordine accorse in loro difesa.

Quella giornata, le cui vicende sono ricostruite per la prima volta in italiano da Silvio Antonini in questo libro, fu determinante perché, dimostrando come soltanto fuori dalle istituzioni è possibile combattere e vincere i movimenti di estrema destra, segna idealmente la nascita dell’antifascismo militante europeo.


***LA BATTAGLIA DI NOVARA
Questo libro racconta un fatto misconosciuto della storiografia sul fascismo-antifascismo nel nostro Paese. E dimostra come una battaglia persa per la mancata unità delle forze democratiche abbia deciso le sorti della libertà di un intero popolo.
Fu proprio così, infatti, per la «battaglia di Novara» del luglio 1922 che può considerarsi come una premarcia su Roma.
In quell’anno, contro gli assalti fascisti rimaneva ancora forte la resistenza nel triangolo Torino-Milano- Genova che costituiva la base su cui poggiava tutto il piano dell’unità d’Italia democratica e antifascista. La città di Novara ne costituiva geograficamente l’avamposto strategico. Nell’estate del 1922 quasi tutta l’Italia rurale era ormai nelle mani delle bande fasciste. Altra e diversa era la partita sul fronte industriale delle città. E tutto si giocò nella città di Novara nell’estate ’22.
Nella ricostruzione di questo fatto, Bermani utilizza testimonianze orali, intrecciandole alla copiosa documentazione scritta fornita dalle cronache dei giornali dell’epoca. Oltre a dimostrare che la ragione della sconfitta della «battaglia di Novara» fu nella mancata unità delle forze comuniste, socialiste e dei partiti democratici, l’autore porta alla luce, documentandoli scrupolosamente, alcuni gravi comportamenti rinunciatari dei dirigenti riformisti e democratici. Come il caso di Filippo Turati, accusato di predicare ai contadini pugliesi insorti contro il fascismo di essere «santi» e «porgere l’altra guancia»; o di Giacomo Matteotti accusato di propagandare la parola d’ordine del «coraggio della viltà».
Per queste e altre simili questioni «spinose» La battaglia di Novara non mancherà di suscitare accese discussioni tra gli storici, impegnati sia sul fronte delle difesa che quello della «revisione» dell’«impianto» storiografico antifascista.

 

***ANTIFA
 

Dove e quando ebbe inizio il cammino di Alba dorata, il movimento neonazista greco che ha recentemente scosso l’immaginario della democratica Europa?

Cosa ha permesso al Front national francese di divenire il partito più votato tra la classe operaia d’Oltralpe?

Chi ha contribuito alle fortune elettorali dei neofascisti seguaci del defunto fuehrer austriaco Jorg Haider?

Questo libro ripercorre le vicende europee legate alla prepotente rinascita del radicalismo di Destra all’indomani del crollo del muro di Berlino, ma soprattutto la storia misconosciuta di quei gruppi antifascisti che ad esso si contrapposero.

Una guerra sotterranea, combattuta senza esclusione di colpi lontano dai riflettori dei Media e della politica mainstream.

Antifa, Black block, Chasseurs… uno scontro sanguinoso per le strade del vecchio continente tra uomini, simboli e vessilli irriducibilmente antitetici nel cuore dell’attuale Europa globalizzata.