Box "Arditi del Popolo"

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In questo pacchetto trovate, a prezzo scontato, tre libri per approfondire la vicenda degli Arditi del Popolo, formazione antifascista che provò a contrapporsi alle camicie nere durante l'ascesa del fascismo. Di seguito una descrizione dei tre testi:

* La Breve storia degli Arditi del Popolo

Per il centenario della nascita Andrea Staid propone un’analisi degli eventi e delle cause che diedero vita agli Arditi del popolo nel 1921 evidenziandone l’originalità politica rispetto ai movimenti di quel periodo storico.
Una rilettura del biennio ‘21-’22 che vede inizialmente contrapporsi da una parte gli Arditi del popolo insieme agli antifascisti e dall’altra i fascisti e i loro sostenitori. Viene esaminato il percorso politico di questa organizzazione: dalla sua formazione, al suo assetto di tipo militare, ai rapporti con i movimenti della sinistra ufficiale fino alle ambiguità che la condussero all’oblio.
Ripensare agli Arditi del popolo significa anche mettere in discussione la politica del Partito Comunista a lungo presentata come l’unica in antitesi al fascismo. Quali sono state le ragioni che condussero poi i movimenti del partito ufficiale a prendere le distanze?
Quali le motivazioni politiche e sociali che portarono comunisti e anarchici a posizioni nettamente diverse tra loro rispetto al fenomeno dell’arditismo popolare?
Un’attenzione particolare è poi rivolta da una parte alla città di Parma per ribadirne l’unicità dell’unione popolare sviluppatasi durante l’insurrezione e dall’altra al ruolo svolto dalle donne nella prima lotta armata contro il fascismo.

* Arditi, non gendarmi!

Gli Arditi del popolo, prima espressione dell’antifascismo in armi, si opposero con ogni mezzo agli squadristi di Mussolini alla vigilia della sua salita al potere, nella guerra civile seguita alla Prima guerra mondiale. Anche se per breve tempo, la loro azione fu al centro delle cronache dell’epoca e tutti gli schieramenti politici dovettero misurarvisi. Ciò nonostante, è stata oggetto di una lunga rimozione: il fatto che ex-combattenti, veterani dei reparti d’assalto, non solo si fossero sottratti alla strumentalizzazione mussoliniana, ma vi si fossero opposti anche con le armi contendendo al fascismo l’eredità “spirituale” dell’arditismo, ha rappresentato un precedente scomodo, difficile da interpretare. Ancora oggi la storiografia stenta a distinguere i ruoli giocati rispettivamente da arditi, futuristi, legionari fiumani e sindacalisti rivoluzionari in una situazione instabile e contraddittoria quale fu quella del Primo dopoguerra. La nuova edizione rivista e ampliata di Arditi, non gendarmi! ripercorre le tracce che dal fango delle trincee, passando attraverso le piazze di Fiume, portarono alle barricate dell’autodifesa proletaria contro l’aggressione fascista.

Mentre nulla e nessuno sembrava in grado di contrastare il fascismo nella sua marcia verso la conquista del potere, gli Arditi del Popolo irrompono sulla scena politica scompaginando gli equilibri tra le forze in lotta.

Nati nel giugno del 1921 per impulso di un pugno di soldati dei reparti d’assalto, gli Arditi demoliscono il mito dell’invincibilità fascista, impartendo sonore sconfitte agli squadristi in camicia nera e mettendo in crisi l’intera macchina propagandistica del Regime, abituata a giustificare le violenze antipopolari in nome dei valori sacri alla Patria.

Fatti oggetto fin da subito delle particolari attenzioni del governo e delle forze dell’ordine e osteggiati anche dai leader dei partiti operai, gli Arditi del Popolo conducono un’impari lotta contro le milizie fasciste, ottenendo importanti vittorie e costituendo, anche nei giorni bui della marcia su Roma, una trincea che i seguaci di Mussolini non riuscirono a superare neppure con l’aiuto dell’esercito e della polizia.

Introduzione di Cristiano Armati

NUOVA EDIZIONE RIVEDUTA E AMPLIATA