Diario di un disertore

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"In chiesa, nella scuola, nella famiglia, nel foro, dappertutto si è ripetuto che uccidere, incendiare, distruggere, rapinare è delittuoso; dovunque si sono eretti patiboli, galere e codici di moralità contro i delinquenti. Ora, ecco che a noi si ordina di uccidere. Ed ecco, io che rimango fedele alle loro predicazioni, ai loro codici, alle loro leggi, sono considerato un «delinquente»."

Abbiamo deciso di ridare alle stampe un libro uscito per la prima volta dopo la fine della Grande guerra. L’autore Bruno Misefari - del quale abbiamo anche parlato qui in pagina e su Cronache Ribelli vol. 3 - è stato un filosofo, poeta e ingegnere anarchico italiano, nato in Calabria nel 1892. "Diario di un disertore" è in parte una storia autobiografica, scritta mediante un espediente narrativo (un diario che dal campo di battaglia viene spedito a Misefari per essere pubblicato): una storia di diserzione, di orrore, di sconcerto per la guerra e per l'ipocrisia di governanti e mercanti di morte che si arricchiscono mentre mandano a morire la povera gente.

Un’esperienza di vita dalla quale si deduce come bisogni essere disposti a qualsiasi sacrificio per combattere, e magari vincere, il mostro degli interessi che alimentano la guerra.
Questa edizione arricchita da un’impostazione grafica consona al nostro stile e da una copertina che ci proietta nel mezzo dello scontro tra la guerra e l'umanità.

Pagine: 108