Tra le rose e le viole La storia e le storie di transessuali e travestiti

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Pagine: 224

Il partire da sé, insieme alla presa di parola dei soggetti subalterni cui è sempre stata negata, è il fondamento di ogni prassi politica che voglia sovvertire le forme di oppressione. Porpora Marcasciano, «archivio vivente» del movimento trans italiano, parte da  e dalle sue compagne per tramandare la storia delle lotte, individuali e collettive, per rivendicare la propria identità.
Tra le rose e le viole – libro seminale per questo percorso, introvabile da anni e ora in una nuova edizione riveduta e corretta, arricchito da una prefazione e una postfazione – ricostruisce la caleidoscopica storia trans attraverso la voce delle protagoniste. Dieci interviste, dalle prime pioniere fino a più giovani esperienze sulla soglia del nuovo millennio, compongono la cronologia di cinquant’anni di battaglie.
Emerge forte e viva la necessità di raccontarsi di chi era sempre stata studiata – molto più spesso patologizzata – da fuori, senza potersi narrare da sé. Mostrarsi al di fuori dello stigma, senza mediazioni se non quella di Porpora, sociologa trans che con lucidità politica, intrecciata alla sua ironica favolosità, riporta alla luce come un’archeologa frammenti di una storia rimasta troppo a lungo sottoterra.
La difficoltà di essere costrette alla clandestinità e alla prostituzione, i soprusi delle forze dell’ordine e la discriminazione, si mescolano alla gioia del creare reti e legami di solidarietà in un percorso di conquiste esistenziali e politiche. La dimensione intima del memoir si affianca alla denuncia sociale di chi combatte per essere sé stessa, fuori dall’imposizione di una presunta norma propagandata come “naturale”, rivendicando il diritto a non essere normali.

Tra le rose e le viole è il titolo di una filastrocca di quando andavo all’asilo. Le suore la insegnavano alle bambine che la cantavano facendo il girotondo. Mi piaceva molto. Essendo un maschietto non potevo entrare nel girotondo delle bambine e quando ci riuscivo ero davvero felice. L’incanto veniva rotto dal rimprovero delle suore e dalle urla di scherno degli altri bimbi. Quando tornavo a casa nella mia cameretta giravo in tondo, sognavo e cantavo: «Tra le rose e le viole…».