Bolzaneto - La mattanza della democrazia

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Genova, luglio 2001. In occasione delle manifestazioni che contestano il G8, 255 persone vengono «fermate» dalle forze dell’ordine e rinchiuse nella caserma di Bolzaneto, il «centro di temporanea detenzione». Tre giorni e tre notti che solo la storia potrà restituirci. «Grave compromissione dei diritti delle persone». «Comportamenti inumani e degradanti». «Una costante violazione delle libertà fondamentali». In una parola: tortura.
Più in generale, uno «stato di eccezione», cioè la sospensione delle garanzie democratiche sancite dalla nostra Costituzione. Tutto ciò denunciano i Pubblici ministeri Patrizia Petruzziello e Vittorio Ranieri Miniati, chiedendo la condanna di 45 tra generali e funzionari di polizia, ufficiali dell’Arma e guardie carcerarie, agenti, militari, medici. Ben sapendo che da sette anni c’è chi gioca con i tempi e fa spallucce, contando sulla prescrizione. Violenze, abusi psicologici, minacce, privazioni, offese: tutte accompagnate da un costante richiamo fascista, con i detenuti costretti a urlare «Viva il Duce!», esibendosi in umilianti sfilate con il braccio teso in un grottesco saluto romano, mentre un telefonino rimanda sinistra la musica di Faccetta nera.
In questo libro Massimo Calandri, giornalista del quotidiano «la Repubblica», che dal primo giorno a oggi ha seguito come nessun altro operatore dell’informazione le vicende di Bolzaneto, raccoglie le sconvolgenti testimonianze delle vittime, la vergogna dei carnefici, le confessioni dei colpevoli, gli atti dell’inchiesta e i passi più salienti delle quasi duecento udienze del processo.