Le fabbriche recuperate - Dalla Zanon alla RiMaflow, un'esperienza concreta contro la crisi

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Le “fabbriche recuperate”, abbandonate dagli imprenditori e poi occupate e rimesse in moto direttamente dai lavoratori, sono una delle esperienze più interessanti dell’Argentina uscita dalla grande crisi del 2001. Da allora più di 300 imprese fallite sono tornate in funzione, salvando oltre 15.000 posti di lavoro e dando vita ad un processo di autogestione inedito che continua e che, sull’onda della crisi globale degli ultimi anni, è divenuto esempio di resistenza anche in Europa. In Italia troviamo la RiMaflow a Milano e le Officine zero a Roma, ma si contano esperienze anche in Francia, Grecia e in altri paesi del vecchio continente.
Andrés Ruggeri, grazie ad un lavoro di ricerca di oltre dieci anni, indaga questa realtà senza idealizzarla ma provando a comprenderne la complessità, i sacrifici, le difficoltà e le sconfitte nella costruzione di unità economiche che non solo devono fornire lavoro e sostentamento per coloro che le portano avanti, ma anche contribuire a creare forme di gestione collettiva, democratica e, soprattutto, senza sfruttamento. L’autore approfondisce così l’ipotesi dell’autogestione, sequestrata nel Novecento dalle burocrazie e dagli errori di un movimento comunista internazionale dominato dallo stalinismo e da tendenze socialdemocratiche, e che oggi può offrire un terreno prezioso per impostare un nuovo inizio per le sinistre in crisi.

Pagine: 192

Se la sperimentazione sociale fosse possibile, l’universo eterogeneo delle imprese recuperate sembrerebbe un campionamento casuale di aziende di tutti i tipi, dimensioni, categorie e condizioni, distribuite in tutto il Paese seguendo il modello della struttura industriale preesistente, con imprese abbandonate dai capitalisti, recuperate dalle mani dei loro lavoratori e messe alla prova nelle circostanze più difficili: senza padroni, ma anche senza capitali e, a volte, quasi senza mezzi di produzione. Ma le “cavie sociali” non esistono più e questi lavoratori stanno operando veramente una trasformazione della realtà e, contro ogni previsione, stanno scrivendo una pagina della storia dell’autogestione che ci può insegnare molto sulle sue difficoltà ed i suoi limiti, ma anche sull’enorme potenziale di creazione di una nuova logica di gestione collettiva dell’economia.